Annalisa Rotesi, partecipante SLPcf

A partire dal titolo del prossimo convegno, questo, si é avviata una riflessione preliminare da parte della Scuola.

Gli assi tematici ci orientano: nuovi annodamenti, nuove forme del transfert, nuove domande, nuovi orizzonti.  La parola Nuovo ricorre. Entusiasmante! Ognuno nel proprio lavoro è chiamato a tenere conto dello zeitgeist, ad avere a che a che fare con il “Nuovo” del proprio tempo.

“Per avere una qualche efficacia, l’interpretazione analitica deve sorprendere. Come dice Lacan, deve battere in velocità l’inconscio”[1].

Siamo chiamati ad essere più “nuovi” del Nuovo.
Ma se c’è stato dell’analista lo si può dire solo a posteriori.

Ecco allora che non è così semplice scrivere qualcosa per presentare questo convegno o scrivere un testo da discutere durante le giornate. Pensare al momento in cui il paziente varca la soglia tra i colloqui preliminari e l’entrata in analisi porta necessariamente a riflettere sul proprio agire. In quale attimo la soglia è stata varcata?

Potrà essere messo in discussione l’istante di vedere, il tempo per comprendere e messo al lavoro qual è stato secondo ciascuno il primo momento di concludere. Cioè aprire la porta dell’analisi. Una questione di tempi.

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[1] J.-A. Miller e altri 84 amici, Chi sono i vostri psicoanalisti?, Roma, Astrolabio, 2003, p. 415.